MARIO DI SORA E UGO TAGLIAFERRI INTERVISTATI SU RADIO ROMA CAPITALE SUL CONTROLLO DELL’INQUINAMENTO LUMINOSO NELL’URBE

Registrato il 21 ottobre, ma andato in onda più volte nei giorni successivi, l’intervento di Mario Di Sora e Ugo Tagliaferri a Radio Roma Capitale ha, per la prima volta, portato all’attenzione del grande pubblico capitolino la problematica dell’inquinamento luminoso.

Intervistati da Federica Fiordalice sul ruolo dell’Osservatorio di Campo Catino nei controlli che vengono svolti anche a Roma il Direttore Di Sora e il ricercatore Tagliaferri hanno non solo spiegato il fenomeno da un punto di vista fisico ma anche le soluzioni tecniche e legislative per limitarlo.

Si è quindi parlato della L.R. 23/2000, il cui testo è stato ideato e redatto proprio grazie alle ricerche svolte a Campo Catino dalla fine anni degli anni ’80, ma anche dell’ottimo e proficuo rapporto di collaborazione tra la Specola ernica, il Comune ed i vari Gruppi di Polizia Municipale di Roma Capitale con cui sono stati svolti oltre 500 interventi negli ultimi anni.

Impegno questo che ha portato Roma ad essere, in assoluto, la prima Capitale al mondo impegnata in modo strutturato e serio, anche se a campione, per la limitazione dell’inquinamento luminoso e consumi energetici connessi.

Non a caso il Comune ha scelto, come interlocutore tecnico di riferimento e soggetto cui affidare la supervisione dei controlli all’Osservatorio Astronomico di Campo Catino.

Vale la pena di ricordare che la battaglia per la “transizione ecologica”, nel settore dell’illuminazione pubblica, è stata inventata e portata avanti con determinazione, nei primissimi anni ’90, da Mario Di Sora che convinse alcuni comuni ciociari ad approvare i primi regolamenti comunali e alcuni parlamentari, tra cui Lino Diana, a presentare diversi disegni di legge sulla materia (mai approvati per la contrarietà del comparto industriale dell’illuminazione miopemente legato ad interessi economici a breve termine).

Fortunatamente numerose Regioni, tra cui spicca il Lazio, hanno creduto in questo progetto approvando proprie leggi in materia, così anticipando l’intervento dello Stato centrale di fatto mai arrivato.
Nel link indicato potrete seguire il video dell’intervista rilasciata a Radio Roma Capitale.

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L’OSSERVATORIO DI CAMPO CATINO PARTECIPA ALLA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI CON UNA DIRETTA STREAMING IL 24 SETTEMBRE

Anche la Specola di Campo Catino parteciperà, con un suo contributo, alla Notte della ricerca europea in Italia – edizione 2021, promossa dall’Associazione Frascati Scienza.

Tema e logo di quest’anno LEAF – Heal the Planet’s future (cura il futuro del pianeta) con inequivocabile riferimento alla sempre più grave emergenza ambientale che la Terra vive negli ultimi anni e che ha ormai superato i livelli di guardia.

L’evento, che si svolgerà in collaborazione con l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale e l’Associazione Laureati Ateneo Cassino e Lazio Meridionale, Responsabile Scientifico il Prof. Antonio Maffucci, consisterà in una diretta per l’osservazione di oggetti celesti visibili in questo periodo.

Con questa finalità verrà utilizzato il telescopio principale dell’Osservatorio guidato da alcuni dei suoi ricercatori.

L’incontro virtuale si terrà venerdi 24 settembre alle 21 e potrà essere seguito, sul canale youtube dell’Osservatorio di Campo Catino (https://youtube.com/channel/UC5AluxZkVi-N1AvdOi8M99Q), con possibilità di interazione via chat, e su un link che verrà allestito dall’Università di Cassino per sola visione.

E’ anche prevista una presenza simbolica di 30 persone con posti già assegnati in precedenza secondo una lista di prenotazione.

Dopo una breve presentazione, a cura del Direttore Mario Di Sora e del Prof. Antonio Maffucci i ricercatori Andrea Ercolino, Giovanni Isopi, Franco Mallia e Ugo Tagliaferri, illustreranno le caratteristiche di nebulose, ammassi, galassie e pianeti che verranno, di volta in volta puntati.

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IL NUOVO CAT – CAMPO CATINO AUTOMATED TELESCOPE

Dal 2019 si è proceduto a riallocare il CAT dall’originaria e provvisoria sede di Collepardo, messa a disposizione da Ugo Tagliaferri, a quella definitiva dell’edificio secondario di Colle Pannunzio presso l’OACC.

L’evoluzione tecnologica ed il passare degli anni hanno reso obsoleti gli strumenti usati in precedenza e pertanto, grazie ai finanziamenti regionali, essi sono stati rinnovati totalmente.

Il CAT è costituito oggi da una montatura Sky Watcher EQ 8 su cui è montato un C14 della Celestron in configurazione ottica S-C F/10 e diametro di 35 cm.

Diversi tipi di CCD vengono utilizzati a seconda del tipo di ripresa che viene effettuata (deep-sky, planetaria o fotometrica). Purtroppo l’emergenza Covid 19 ha rallentato la messa a punto di questo nuovo strumento, di cui postiamo alcune belle foto in hi-res di Gianluca Falzone, Giovanni Isopi e Aldo Zapparata.

Dall’autunno del 2020, grazie all’estensione adsl nella sede CAT, lo strumento è controllabile sia dall’edificio principale dell’Osservatorio che, potenzialmente, da qualsiasi altra postazione remota.

Per quanto riguarda la cupola, progettata da Mario Di Sora, si scelto di utilizzare un sistema “a tutta apertura”,  esteticamente simile a quella del telescopio doppio MAGELLAN dell’Osservatorio di Las Campanas, in Cile, ma in grado di offrire i seguenti vantaggi rispetto una tradizionale:

1) assenza di turbolenza interna con annullamento di dome seiing;

2) rapido adeguamento della temperatura dello strumento a quella esterna;

3) invariabilità della posizione della cupola durante le riprese in funzione degli oggetti puntati;

4) autonomia totale rispetto il telescopio in caso di chiusura di emergenza dovuta a pioggia, vento o altro tipo di problematica.

In definitiva, grazie al rinnovamento attuato, CAT e CAO sono sostanzialmente due strumenti “gemelli” per lo studio contemporaneo del cielo boreale e di quello australe.

Il CAT, proprio perché telescopio “da sola ricerca”, non è utilizzabile da parte dei visitatori ma può essere impiegato occasionalmente, per fini didattici e divulgativi, con proiezioni di immagini CCD, grazie al fatto che è posizionato nel piano superiore alla seconda sala didattica dell’OACC.

E proprio con questa finalità verrà utilizzato, nel periodo estivo, per piccoli gruppi e nel rispetto delle prescrizioni anticovid fin quando saranno vigenti.

Serata astronomica a Canterno (FR) del 19 luglio

 

Serata astronomica con osservazioni del cielo a Canterno (FR) il 19 luglio



L’Osservatorio Astronomico di Campo Catino informa che domenica 19 luglio, nell’ambito del progetto della Regione Lazio “L’estate delle meraviglie”, organizzato con il Parco Regionale dei Monti Ausoni, che gestisce anche la riserva di Canterno, si terrà l’evento “CONOSCIAMO IL CIELO STELLATO E LE COSTELLAZIONI ESTIVE”.

La manifestazione, a numero chiuso con prenotazione per massimo 40 persone, si terrà nell’area pic-nic del Lago di Canterno dalle 21.30 alle 23.30 (vicino il Ristorante Il Pescatore).

Dopo un’iniziale spiegazione sulle principali costellazioni estive e circumpolari lo staff dell’OACC proietterà le immagini di oggetti celesti, riprese con i telescopi, su uno schermo.

Tecnica questa imposta dalle restrizioni sul Covid 19 (per cui sarà necessario uso della mascherina) per evitare assembramenti ma che consentirà a tutti di vedere Giove, Saturno e alcuni ammassi stellari aperti e globulari.

Per le prenotazioni rivolgersi ESCLUSIVAMENTE via mail a science@campocatinobservatory.org o telefonando allo 0775/833737 (entro sabato 18 luglio alle ore 13).

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Principali fenomeni astronomici del 2021

 

Comete

Al momento non è previsto il passaggio di comete luminose

 

Eclissi

Non ci sono fenomeni osservabili dal centro Italia

Pianeti interni alla massima elongazione

 
Venere: inizialmente visibile per poco al mattino, poi invisibile da marzo (congiunzione superiore il 26 del mese), si vede alla sera da maggio in poi (massima elongazione il 29 ottobre)
Mercurio: 24 gennaio (alla sera), 6 marzo (al mattino), 16 maggio (alla sera), 4 luglio (al mattino), 14 settembre (sera), 25 ottobre (al mattino)
Pianeti esterni in opposizione
Marte: visibile alla sera sino a agosto (congiunzione superiore l’8 ottobre), si vede al mattino in dicembre
Giove: visibile al mattino, in opposizione il 19 agosto (visibile nella costellazione del Capricorno per tutta la notte), poi alla sera sino a fine anno
Saturno: 2 agosto, visibile appena alla sera, in Sagittario al mattino da febbraio, poi alla sera sino a dicembre
Urano: 5 novembre, rintracciabile nella costellazione dell’Ariete con magnitudine +5,7
Nettuno: 14 settembre, rintracciabile nella costellazione dell’Acquario con magnitudine +7,8
Meteore
 
Ecco i principali sciami dell’anno:
Quadrantidi: massimo il 3-4 gennaio. Tasso orario zenitale teorico (ZHR) di 80 ma con luna
Liridi: massimo 21-22 aprile (ZHR 20)
Perseidi: le più famose chiamate anche Lacrime di San Lorenzo, massimo 12-13 agosto (ZHR 120)
Orionidi: massimo il 21-22 ottobre (ZHR 20) ma con luna piena
Leonidi: massimo tra il 17-18 novembre (ZHR 30) ma con luna quasi piena
Geminidi: massimo 13 dicembre (ZHR 120
Congiunzioni fra pianeti
14 gennaio sera: Luna, Mercurio e Giove
21 gennaio sera: Luna e Marte
18 febbraio sera: Luna e Marte
3 marzo sera: Marte e Pleiadi
5 marzo mattino: Mercurio e Giove
10 Marzo: Mercurio, Giove, Luna e Saturno
19 marzo sera: Aldebaran, Luna e Marte
6 aprile mattino: Saturno e Luna
7 aprile mattino: Giove e Luna
17 aprile sera: Luna e Marte
4 maggio mattino: Giove, Luna e Saturno
13 maggio sera: Luna e Mercurio
31 maggio: Saturno e Luna
1 giugno: Giove e Luna
27 giugno mattino: Luna e Saturno
28 giugno mattino: Giove e Luna
12 luglio sera: Luna, Marte e Venere
25 luglio: Luna e Saturno
26 luglio: Luna e Giove
11 agosto sera: Luna e Venere
20 agosto: Luna e Giove
21 agosto: Luna e Saturno
17 settembre: Giove, Luna e Saturno
9 ottobre sera: Venere e Luna
8 novembre sera: Luna e Venere
10 novembre sera: Luna e Saturno
11 novembre sera: Luna e Giove
7 dicembre sera: Saturno, Luna e Venere
8 dicembre sera: Giove, Luna e Saturno

Calendario Lunare (clicca per ingrandire)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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by EUMETSAT

by SDAC NASA