Osservatorio Astronomico di Campo Catino

INTERVENTO DI MARIO DI SORA AL CONVEGNO SULL’ INQUINAMENTO LUMINOSO DI LUNISEI DELL’11 APRILE

Pubblicato da Lauro Fortuna il

Lo sviluppo sempre più invasivo degli impianti di illuminazione non preposti alla sola sicurezza delle strade e delle nostre città, unitamente ai presunti ridotti consumi della tecnologia a led, ha allargato, negli ultimi 10 anni, il fronte contro cui combattere per la riduzione dell’inquinamento luminoso.

L’abitudine, ormai dilagante e ingiustificata, di illuminare ogni contesto urbano, spesso senza soluzione di continuità, e addirittura le aree naturali non solo urbane ma anche in contesti protetti, impone una seria riflessione e responsabilizzazione da parte dei progettisti, delle amministrazioni e, in generale dei committenti sia pubblici che privati, non esclusi i singoli cittadini.

E’ ormai ampiamente accertato, grazie a studi multidisciplinari e ricerche svolte negli ultimi 20 anni, che l’uso non programmato e smisurato della luce artificiale provoca danni non solo alle ricerche di astronomi e astrofili ma anche per svariate forme di vota ricompreso l’homo sapiens, che poi tanto sapiens non sembra essere.

Di tutto questo si è parlato nel convegno, organizzato dal Comune di Lanusei, “INQUINAMENTO LUMINOSO E INTERFERENZE SULLE FORME DI VITA”, svoltosi presso la Sala consiliare comunale, con il patrocinio di Regione Sardegna, Comune, Proloco, Dark-Sky Italia, Osservatorio di Campo Catino, Hera Luce, SIA e UAI e con la partecipazione, tra il pubblico, degli studenti dell’Istituto Comprensivo locale.

Ne hanno parlato, coordinati dall’Assessore alle Attività Produttive di Lanusei Francesca Loi, Mario Di Sora Direttore dell’OACC, Responsabile Inquinamento Luminoso dell’UAI e della Dark-Sky Italiana, Matteo Marcoccia, docente del Liceo Scientifico di Alatri nonché ecofisiologo e botanico, Giuliano Milana docente dell’Istituto Comprensivo di Lanusei e zoologo e Selena Mascia ingegnere di Hera Luce nel settore della gestione ambientale.

E cosi dopo i saluti del Sindaco di Lanusei Davide Burchi i relatori hanno illustrato i loro interventi a partire dal Direttore Di Sora che ha parlato dell’importanza della legislazione di settore con specifico riferimento alla L.R. 23/2000 del Lazio e alle azioni messe in campo dall’OACC in collaborazione con il Comune di Roma per il controllo del territorio capitolino. Matteo Marcoccia ha invece parlato del rapporto tra emissioni luminose e vita delle piante evidenziando i danni che queste subiscono per l’impatto della luce specie se eccessiva e con lunghezze d’onda con forti componenti blu e violette.

Ha poi preso la parola Giuliano Milana che ha illustrato come anche molte specie animali: uccelli, rettili, anfibi, mammiferi, pesci e anfibi soffrano molto per lo stress indotto dalla presenza di luce artificiale tanto da pregiudicarne non solo la sopravvivenza ma anche la riproduzione.

Ultimo contributo al convegno, ma non certo meno importante, quello presentato da Selena Mascia, riguardante l’impegno di Hera Luce, uno dei più importanti gestori di illuminazione pubblica in Italia, non solo nel realizzare impianti a ridotto inquinamento luminoso e a basso consumo ma anche ecologici nella loro costruzione strutturale, ricorrendo all’impiego di materiali riciclati per plinti, pali e tutta la componentistica.

Dai vari interventi è emerso, ancora una volta, che limitare l’inquinamento luminoso non significa affatto rendere le città più buie ma ben illuminate dove serve, con livelli di luminanza che tengano conto della sicurezza ma anche dei consumi. Quindi senza ricorrere a sfarzi costosi che comportano costi esorbitanti e dannosi e nessun vantaggio concreto.

Nel caso di Lanusei, i cui impianti sono comunque di buona fattura, questa esigenza è rafforzata dal fatto che nel suo territorio opera l’Osservatorio del Monte Armidda, gestito dall’Associazione Ogliastrina di Astronomia attiva da 40 anni.

Una struttura preziosa e che rappresenta una buona opportunità per chi voglia praticare l’astroturismo così diffondendo un modo ecologico di fare vacanze che però solo i territori con cieli possono offrire. L’Ogliastra ne è un bell’esempio ed infatti i relatori hanno potuto apprezzare, nella serata di sabato, la bontà del firmamento proprio visitando la Specola locale.

 

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